Le sorelle Sabatini a Viterbo.

Vorrei ringraziare sentitamente e con estrema gratitudine, le sorelle Daniela (pianista) e Raffaella (violinista) per il seminario su Haendel, di cui ricorreva il 14 aprile il 260esimo anniversario della morte, e per il concerto sull’abate Franz Liszt dedicato interamente alla sua musica sacra, corali e via crucis. Le Sabatini, anch’esse come Liszt terziarie francescane, donano ed hanno donato tutte se stesse in una esperienza musicale altamente spirituale e profonda, a tratti estatica.
Il foglietto bianco distribuito all’ingresso della sala descrive molto bene l’unicità della loro attività artistica.
Daniela, con una energia spirituale e musicale incredibile ha eseguito un programma ricchissimo dedicato a Haendel di cui ha descritto storicamente personalità e fortuna critica dal settecento fino ai grandi musicisti dell’ottocento Beethoven e Brahms soprattutto. Fra i brani di Haendel eseguiti, il celebre Largo dal “Serse”, “Lascia ch’io pianga” dal Rinaldo, la Ciaccona in sol maggiore, l’integrale per strumento a tastiera, l’integrale per violino e basso continuo. Sono stata particolarmente colpita dalle spiegazioni sempre molto attente, calate nella realtà storica del tempo in cui furono scritte e in quella de secolo diciannovesimo e ventesimo in cui furono recepite. Quello che colpisce di più l’ascoltatore è la ricchezza tematica delle composizioni di Haendel, la preparazione e la bravura contrappuntistica della sua scrittura musicale, la qualità e originalità delle sue improvvisazioni. Un autore che suscita profonda meraviglia per la ricchezza e profondità del suo genio musicale. E la meraviglia e lo stupore sono infatti al centro della poetica barocca di cui Haendel è espressione. Daniela Sabatini ha inoltre eseguito in prima assoluta le sue variazioni su un tema di Haendel (à la manière de Brahms) che ha illustrato con maestria di puntuali riferimenti storici e tematici all’opera di Brahms che conosce profondamente ed ama in modo particolare, perchè gli si deve il ritorno all’antico.

Nell’esecuzione dell’opera di Liszt le due artiste hanno superato i limiti di se stesse e dei loro strumenti grazie all’uso del linguaggio di Liszt che è particolarmente essenziale, scarno, conciso e si direbbe in una sola parola anticipatore della musica novecentesca. Anche se doveva rendere il peso e la materialità di alcuni tratti dell’esperienza del Golgotha, il linguaggio si smaterializza per farsi estatico e specialmente il violino supera i limiti del suo stesso suono quando esprime la morte di croce.

Un’esperienza davvero originale e straordinaria per il talento e la spiritualità veramente profonda delle due musiciste. Entrambe si sono mostrate disponibili a tutti i tipi di ascolto degli intervenuti. Non mettono mai a disagio l’ascoltatore. Le spiegazioni di Daniela sono ricche e comprensibili, si porgono con semplicità.

Invito i cittadini di Viterbo e specialmente i giovani e gli studenti a partecipare a questi eventi. Le Sabatini sono una pietra angolare nel mondo spirituale e musicale di Viterbo. Grazie.

Le sorelle Sabatini a Viterbo.ultima modifica: 2019-04-16T17:43:39+02:00da strelizia6
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